AUTOMATICO & CREATIVO

Pubblicato: dicembre 20, 2012 in Comportamento, Insegnare, Teaching

città medievaleDurante il Medioevo, e dopo ancora, nel Rinascimento, la differenza tra artista ed artigiano era molto labile. Il tipo di formazione che veniva impartito a un vasaio o a un pittore era, sostanzialmente, uguale. Si entrava in bottega, da un maestro, come apprendisti ancora bambini e vi si rimaneva per un periodo di circa 10 anni. Per 10 anni un apprendista viveva a contatto con gli strumenti e l’arte con cui si sarebbe in seguito guadagnato da vivere. Alla fine dei 10 anni un esame finale stabiliva se l’apprendista poteva fregiarsi del titolo di Maestro ed aprire, così, la propria bottega. Il lungo tirocinio aveva lo scopo di far conoscere tutti gli strumenti, i materiali e le tecniche per usarli. La conoscenza doveva essere acquisita con Maestria. Questo termine indica la conoscenza che va oltre il sapere le cose, quando le risposte a un problema ci vengono “spontanee”, senza un effettivo, consapevole, controllo. Indica soprattutto il possedere fluenza: ovvero saper fare le cose presto e bene.

La nostra mente lavora su due livelli: il primo è un livello (che chiameremo “Inconscio”) per molti aspetti nascosto e comprende tutti i comportamenti che compiamo senza avere su di essi un effettivo controllo: respirare, camminare… Non sappiamo come facciamo a camminare, semplicemente pensiamo che vogliamo andare in un posto e ci andiamo. Il secondo livello (che chiameremo “Conscio”) è quello dove esiste tutto ciò di cui siamo consapevoli. Imparare significa –anche- trasferire comportamenti e conoscenza dal Conscio all’Inconscio, ovvero passare il controllo dei nostri comportamenti alla parte inconscia del cervello. Man mano che impariamo abbiamo bisogno di prestare meno attenzione ai comportamenti. Ci sono diversi vantaggi da questo riversamento di conoscenza:

  •   Disponibilità di Risorse
  •   Velocità d’esecuzione
  •   Migliore memorizzazione
  •   Creatività

Vediamo, velocemente, questi elementi

1-   DISPONIBILITA’ DI RISORSE

Il poter fare le cose automaticamente libera le risorse  cognitive del Conscio che possono così venire impiegate per fare altro, ad esempio parlare con il nostro passeggero mentre stiamo guidando. Dal punto di vista evolutivo i vantaggi dati da questa capacità sono facilmente intuibili. Poter fare due –o più- cose contemporaneamente, concentrando nel frattempo l’attenzione su un particolare garantisce un’alta adattabilità all’ambiente e questo, a sua volta, si traduce in maggiori probabilità di sopravvivenza. E’ accaduto lo

C64_10

Commodore 64… sigh, quanti ricordi.

stesso con i computer. Vi ricordate i primi modelli? Commodore e compagnia? Riuscivano a fare solo una cosa alla volta, un gioco o un programma. Se volevamo cambiare programma dovevamo caricare ciò di cui avevamo bisogno. Adesso i computer possono gestire molti programmi contemporaneamente e, mentre sto scrivendo posso ascoltare della Musica[1].

2-   VELOCITA’ D’ESECUZIONE

I comportamenti sono estremamente più rapidi quando sono automatici. Se camminando inciampiamo, la reazione motoria è veloce abbastanza da farci riprendere l’equilibrio prima di cadere (di solito…). Se dovessimo eseguire la stessa azione coscientemente, i risultati sarebbero piuttosto disastrosi. Tra gli esseri umani, la categoria che più d’ogni altra raggiunge risultati spettacolari, grazie all’automatismo acquisito nei comportamenti sono gli sportivi. Tennisti, calciatori, ginnasti possono esprimere bellezza, armonia e potenza nei loro gesti proprio perché sono competenze acquisite, dopo anni di allenamento, automaticamente. Se proviamo a chiedere a un campione come esegue il suo colpo più spettacolare la risposta, probabilmente, sarebbe un “Non lo so”. I componenti motori sono automatici e pertanto al di là del controllo della coscienza[2].

3-   MIGLIORE MEMORIZZAZIONE

Ricordiamo meglio e più a lungo i comportamenti automatici. Anche se per 11 mesi all’anno non andiamo al mare, per questo non ci dimentichiamo come si nuota. Lo stesso lo possiamo dire per andare in bicicletta o far di conto. Sono cose che non ci dimenticheremo mai dovessero passare anni prima di poter tornare a fare un giro in bicicletta. Automatizzare un comportamento significa: Pratica. Ripetere lo stesso gesto tante, infinite volte. I comportamenti che possediamo automatici hanno avuto questo tirocinio. Sono cose che abbiamo fatto e ripetuto perché ci piacevano erano divertenti o stimolanti. In una parola: Rinforzanti.

4-   CREATIVITA’

Tornando ai nostri Maestri, i grandi artisti del Rinascimento, sono diventati tali grazie all’educazione ricevuta, combinata con doti naturali[3]. Il tirocinio a bottega ha consentito a Leonardo, Raffaello e Michelangelo di imparare con maestria tutto quello che era possibile imparare, dal preparare i colori a reggere pennello o scalpello, dal disegnare al preparare tele, intonaci e marmi. Liberate dal dover controllare questi aspetti della loro arte le risorse cognitive si sono potute esprimere creando -creativamente- opere meravigliose. Senza tirocinio, senza pratica, senza maestria non avremmo nemmeno la Gioconda, La Pietà o la Venere d’Urbino. Al contrario di essere un modo vuoto ed poco creativo di possedere delle competenze l’automatismo dei comportamenti ci permette di creare, con inventiva ed ingegno cose nuove.

la fornarina

La Fornarina di Raffaello

E noi? Automatizzare significa diventare plastici e creativi. Saper fare una cosa sempre presto e bene, in maniera, appunto, automatica permette di liberare le risorse per esprimere le nostre potenzialità cognitive più elevate. Dobbiamo sforzarci di trovare tecniche e metodologie che consentano ad insegnanti ed allievi di poter praticare gesti, azioni e comportamenti. Per ottenere questo la pratica necessaria deve essere necessariamente rinforzante. Deve fornire feedback positivi e tempestivi e deve permettere costantemente all’allievo di vedere i progressi che ha fatto. Solo in questo modo ci piacerà fare, studiare, imparae; solo così potremo, tutti, diventare dei grandi Maestri.

clickers in cerchio


[1]  Il paragone informatico si fa ancora più preciso se pensiamo che tutti i computer da quelli primitivi a quelli moderni  possiedono al loro interno dei sistemi che li fanno funzionare (l’equivalente biologico di “tenere in vita”) la cui attività è nascosta ed invisibile: esattamente quello che accade nei nostri cervelli.

[2] A questo proposito Ted DesMasions ha scritto un interessante post, che potete trovare qui, nella versione in Inglese, o qui nella mia traduzione in Italiano (lettura raccomandata!)

[3] Io credo, ma è una mia personale opinione (e forse sbagliata) che “doti naturali” non fossero la predisposizione al disegno e pittura piuttosto che alla scultura dei Maestri, ma piuttosto il fatto che “Arte” per loro era la cosa più rinforzante della  vita. Una passione talmente profonda, radicata e rinforzante da plasmare l’intera vita dei vari Michelangelo, Leonardo e Raffaello. Chissà, magari è bastato un particolare complimento fatto dalla sua mamma al bambino Raffaello per un primo scarabocchio…

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