TOKEN ECONOMY

Pubblicato: febbraio 26, 2013 in Comportamento, Insegnare
Tag:,

insegnare - comunicare “Comportamento” è ogni azione (volontaria o no, visibile dall’esterno o meno) che un organismo compie. Insegnare significa modificare il comportamento: farlo attraverso il Rinforzo significa ricompensare ogni comportamento a noi gradito esibito dal nostro allievo[1]. In questo modo il comportamento tenderà ad essere ripetuto e diventerà parte del repertorio del nostro soggetto. In altre parole: se desidero che mio figlio impari a mettersi  le scarpe, rinforzerò (“premierò” per usare un termine scorretto, ma che fa parte del nostro linguaggio comune) ogni comportamento che il bambino esibisca verso la meta finale: mettersi le scarpe. Una cosa da mettere subito in grande evidenza: “Rinforzo” è qualunque cosa che aumenti la frequenza di un comportamento: se il comportamento aumenta significa che è stato rinforzato, altrimenti no. Chi decide cosa è rinforzante? Il nostro allievo! E’ lui, non noi insegnanti, che stabilisce cosa piace ed è gradito e cosa no; per cosa si è disposti a lavorare o meno.

gettoniUna Token Economy (Token, in Inglese significa gettone) è un sistema per la modifica del comportamento che si basa sul rinforzo sistematico di un dato comportamento. Nata negli USA negli anni sessanta e diffusa fino alla fine degli anni settanta,  malgrado l’evidenza scientifica dei migliori risultati conseguiti, la Token Economy è praticamente scomparsa negli anni ottanta anche a causa di una serie di problemi sollevati dalla sua non corretta applicazione. In un carcere minorile americano i gettoni venivano distribuiti dai secondini. Queste persone, però, li consegnavano ai ragazzi con scherno e derisione,  non con sincero apprezzamento (rinforzo sociale) per gli sforzi e i risultati conseguiti. L’esperimento è finito quando i detenuti hanno dato fuoco alla prigione…

Nella Token Economy i gettoni vengono utilizzati come rinforzi. I gettoni accumulati possono in seguito essere scambiati (esattamente come una valuta) con altri beni: accesso a giochi, film, dolci o piccole somme di denaro possono essere alcuni esempi applicabili con i bambini. Un gelato estivo potrebbe valere due gettoni. Ragazzi ed adulti potranno avere accesso ad altri tipi di beni: rientrare a casa un po’ dopo l’ora del coprifuoco o buoni-benzina per gli adolescenti potrebbero essere beni scambiabili con i gettoni. Come funziona in pratica la Token Economy?

La prima cosa da sottolineare è che si tratta di un Sistema: con leggi e regole ben definite, chiare e condivise da tutti i partecipanti. La prima cosa da fare è stabilire esattamente quali sono i comportamenti che verranno “pagati” e quanto. Con mio figlio che ora ha 5 anni ho disegnato delle vignette con tutte le regole che controllano il nostro rapporto. In caso di contenzioso (finora non è  mai capitato) ci sono i disegni che dettano legge. Agganciare delle regole volanti a delle situazioni contingenti potrebbe non portare ai risultati sperati. In ogni caso, buona norma è sempre annunciare –chiaramente- cosa si ha intenzione di pagare e quanto. I valori di quanto pagare per un comportamento e il valore attribuito a un determinato bene, devono essere decisi insieme con l’allievo, in base alla nostra esperienza e modo di sentire. I risultati migliori si ottengono se l’allievo ha sempre un piccolo gruzzolo di gettoni da parte, ma non grandissimo: in questo modo rimarrà sempre coinvolto nel Sistema. (Se ho in tasca 50 gettoni non avrò tanta voglia di pulire la mia camera se con 10 gettoni posso “comprare” 2 ore di uscita extra il prossimo sabato sera.)

ladroIl secondo elemento consiste nel fatto che all’interno del sistema si va solamente a rinforzare comportamenti graditi e mai a punire quello che non ci piace. Per nessun motivo i gettoni guadagnati dovrebbero essere tolti come ripicca o punizione per un cattivo comportamento. (“Visto che non hai messo in ordine la tua stanza mi prendo 5 gettoni!!!”). E’ sicuramente difficile, all’inizio, resistere all’impulso di rivalersi, per un comportamento sgradito sul tesoretto accumulato, ma questo ha come unico risultato togliere entusiasmo e voglia di partecipare al Sistema che, ripeto, rimane funzionale ed efficace solo se costantemente pareggiato ad una situazione positiva e rinforzante.

Il terzo punto da valutare sempre, con grande attenzione, è il grado di competenza del nostro allievo. Bisogna essere sempre coscienti di cosa è in grado di poter fare, in ogni momento e in qualsiasi situazione, in modo da non stabilire leggi di scambio impossibili per lui. Se il bambino non sa ancora spogliarsi da solo è inutile offrire gettoni su gettoni come incentivo. L’unico risultato che sicuramente si otterrà, sarà di accrescere lo stress, rendendo l’esperienza punitiva per lui. Come fare in questi casi? Piuttosto che cercare in qualche modo di stimolare l’allievo con ricompense maggiori, cerchiamo di capire quale comportamento è in grado di esibire e iniziamo a pagare per questo. Se il bambino è in grado di togliersi le scarpe da solo, ma non le calze, iniziamo a “pagare” per le scarpe: coinvolgiamolo nel Sistema. In un secondo momento si potrà iniziare a pagare tentativi che vanno nella giusta direzione (mettere le mani sul calzino, prenderne la punta, tirare, afferrare il tallone) assicurandoci sempre che la nostra guida, il nostro insegnare a togliersi i calzini sia focalizzato su un solo passaggio alla volta. Questo processo che si chiama shaping (shaping, in Inglese, significa modellamento) consente di mantenere al minimo i livelli di stress e al massimo quelli di rinforzo.

Cosa insegna la Token Economy? Il più grande dono che possiamo fare ai nostri allievi (che siano i nostri figli, familiari, amici o colleghi di lavoro) è insegnare loro la Responsabilità. Ovvero che ogni comportamento ha delle conseguenze di cui solo noi siamo responsabili. La Token Economy mette all’interno di un sistema strutturato i comportamenti e fa in modo, senza mai essere punitiva che la responsabilità sia sempre dell’allievo. Se mio figlio consuma tutti i suoi gettoni per comprare cartoni animati in TV, è mio desiderio che impari che è una sua responsabilità recuperare, attraverso gli opportuni comportamenti (aiutare ad apparecchiare la tavola, per esempio), i gettoni che gli servono per venire a leggere una storia nel lettone di mamma e papà. Se i gettoni mancano, manca anche la possibilità di accedere alla risorsa desiderata. Ovviamente, come abbiamo già detto, il Sistema deve essere adattato alle competenze e capacità dell’allievo, rispettando con le proprie richieste quelle che sono le caratteristiche emotive e di sviluppo psico-fisiologico dell’allievo.


[1] Userò i termini “allievo” e “maestro” per descrivere i due cardini su cui si basa qualsiasi tipo di insegnamento: è necessario avere un “maestro” che passi informazione (cultura) ad un “allievo”. Questa situazione si applica a qualsiasi tipo d’interazione tra persone: con i bambini e gli adulti; a scuola o nell’ambiente di lavoro.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...